Parco delle mura, Sarbia, Marinasco, Madonna della Guardia
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Il portale della storia |
Il Golfo della Spezia e le colline che lo racchiudono sono cariche di storia. Il cammino di oggi ci permette di visitare due dei luoghi più antichi della città in una commistione tra sacro e profano. Si parte dal Parco delle Mura lungo un percorso che si snoda a ridosso della cinta muraria posta a difesa della città edificata a partire dal penultimo decennio del XIX secolo, per salire all'antica Pieve di Santo Stefano protomartire a Marinasco la cui presenza è riportata su documenti risalenti addirittura alla metà del novecento.
Punto di partenza e arrivo escursione: Piazza Europa, quartiere Pegazzano (La Spezia)
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Tracciato dell'escursione |
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Grafico delle quote e delle velocità |
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L'escursione su Google Earth |
Itinerario: muoviamo i primi passi sulla scalinata che sale sul fianco della cattedrale Cristo Re in direzione della prima tappa di oggi, il Parco delle Mura, che raggiungiamo in pochi minuti di cammino dopo aver attraversato l'ampio parcheggio che si trova alle spalle della cattedrale.
L'attacco del sentiero che sale al parco lo individui subito, non ti puoi
sbagliare perché è ben evidenziato da quello che definirei un bel "portale della storia". Superato il "portale della storia" si deve subito affrontare una bella
scalinata in ripida salita. E' quel che resta del poderoso colle detto della
Ferrara che sulla sua sommità ospitava il convento dei frati cappuccini e la
villa con i giardini dei marchesi Oldoini.
Oggi il colle non esiste più, così come il cinquecentesco convento dei padri
cappuccini con l'annessa chiesa dedicata a Nostra Signora degli Angeli, né la
villa della Castiglione, con i suoi terrazzamenti che scendevano verso il
mare. Nel 1877 infatti convento e chiesa furono completamene abbattuti e al
loro posto vennero edificati gli uffici del Genio militare, destinando così
questo luogo, che già fin dal 1789 ospitava una batteria, a presidiare
militarmente la città e la parte più intima del Golfo. La Soprintendenza
Archeologia Belle Arti e Paesaggio erano ben lontane dal divenire.
Superata la erta ma breve scalinata eccoci davanti alle antiche mura di cinta della
città.
Le dimensioni del varco dovevano consentire agevolmente le comunicazione
del tempo di pace e pertanto le porte principali avevano un'ampiezza
adatta, sia in altezza che in larghezza. I varchi carrai di Porta Genova,
Porta Castellazzo e Porta Isolabella erano difesi anche da batterie
occasionali predisposte in loro prossimità... L'interruzione permanente del
passaggio in corrispondenza dei sopraccitati varchi era ottenuta
con brevi tratti di fosso ostacolo asciutto, battuto da un doppio
livello di feritoie per fucileria e mitragliatrici disposte in modo da
fiancheggiare i corsi di muro adiacenti. (testo tratto dai punti informativi posti lungo il percorso delle
mura)
Cattedrale Cristo Re dal Parco delle Mura |
Parco delle Mura |
Parco delle Mura |
Il quartiere di Migliarina dal parco |
Ancora una vista del Parco delle Mura |
L'antico muro di cinta della città. Il recupero non è ancora stato ultimato ma dovrebbe esserlo a breve |
Le mura sono imponenti, perfettamente costruite, belle. Il sentiero che le
costeggia è pulito, fruibile anche di notte ed arricchito da cartelloni che
illustrano la storia e le vicissitudini della città.
Sinceramente devo fare i miei complimenti alla Giunta Comunale di La Spezia
per l'ottimo lavoro di recupero svolto e per aver dato alla città un bel
polmone verde dove poter trascorrere qualche ora lontano da schiamazzi e smog.
La speranza ora è che le istituzioni ma soprattutto la popolazione voglia
conservare la cura e la bellezza a cui questa vecchia opera è stata
faticosamente riportata.
Nel frattempo, tra una chiacchiera e l'altra, continuiamo a salire. Qualche
brevissimo tratto su asfalto e senza quasi che ce ne accorgessimo, eccoci
arrivati a Sarbia. Il sentiero fin qui percorso è stato di facile
percorrenza e ottimamente marcato dai segnavia del CAI (sarà così per tutto il
cammino), a proposito siamo sull'AVG - Alta Via del Golfo. Siamo ormai
sulla via per raggiungere la prossima meta, l'antica
Pieve di Santo Stefano protomartire. Cammineremo quindi per un paio di
chilometri principalmente su asfalto (Via Costa di Santa Lucia) e qualche
tratto di sentiero fino a raggiungere Strà, il Salto del Gatto ed infine
all'incrocio dove Via Costa di Santa Lucia incontra la SP15. Una svolta decisa
a destra e subito a sinistra per imboccare il sentiero che sale alla Pieve che
raggiungiamo in pochi minuti di lento cammino.
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Panorama da Sarbia |
La Pieve di Marinasco era già stata la meta di una mia escursione nel 2020,
Marinasco: due passi nella storia, ma all'epoca trovai la chiesa chiusa per cui non mi fu possibile visitare il
suo interno. Oggi invece siamo più fortunati, il portone è aperto e possiamo
finalmente entrare.
La Pieve di Santo Stefano di Marinasco è una delle cinque antiche Pievi
della Diocesi di Luni che si affacciano sul golfo della Spezia. Soggetta
alla Sede Apostolica, la Diocesi comprendeva le isole della Palmaria, del
Tino e del Tinetto, la Capraia e la Gorgona; la valli del Vara, del Magra,
del Carrione e del Frigido, l'alta valle del Taro e tutta l'alta Garfagnana,
fino al fiume Versilia, dov'era il confine con la diocesi di Lucca. La prima
notizia certa sulla Pieve di Marinasco risale al 950 ma a causa della
instabilità del terreno su cui sorge l'edificio quella che vediamo oggi non
è la chiesa originaria. Infatti alla fine del XVIII secolo per motivi di
sicurezza statica fu cambiato l'orientamento della chiesa, se ne demolì la
facciata, fu costruita l'attuale abside dove vennero collocati coro e altare
mentre dall'antica abside si ricavò il pronao. (da
Wikipedia)
Convinto che anche questa volta avremmo trovato le porte chiuse non mi sono
informato preventivamente sulla chiesa, per cui, non avendo una particolare
dimestichezza con l'arte, non ho posto particolare attenzione al
Fonte battesimale risalente al 1463 né a quel che resta di un
tabernacolo marmoreo del XIII secolo, una Madonna attribuita alla
scuola di Nino Pisano, uno dei massimi scultori del Trecento italiano.
Quello che mi ha invece colpito è lo spettacolare affresco della volta, la
particolare scala in marmo che sale al pulpito e lo stato di grave difficoltà
in cui versa questo sacro luogo di preghiera. Fuori è ancora peggio, i vandali
delle bombolette spray hanno devastato intere zone delle vecchie mura, in
barba alla sacralità del luogo e alle sue antiche origini, a conferma che le
istituzioni possono fare tutti gli sforzi del mondo ma a nulla varrà se il
cittadino non saprà fare la sua parte.
Inutile dire che la vista sulla città che si gode dal piazzale della
Pieve è stupefacente e noi ne approfittiamo per gustarci qualche minuto di
riposo trascorso il quale riprendiamo la marcia verso la prossima meta, la
Chiesa della Madonna della Guardia.
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Panorama da Marinasco |
Questo tratto dell'escursione, fino alla sua conclusione a Pegazzano, lo
conosco benissimo perché è lo stesso della già sopraccitata escursione del
2020. Siamo sempre sull'AVG, dalla Pieve scendiamo fino a località
La Foce dove, dopo aver attraversato l'Aurelia, affrontiamo una
discreta salita per salire sul fianco del Monte Parodi. Circa 800 metri di
cammino su una bella scalinata prima di raggiungere l'asfalto di Via Parodi.
E' solo dopo aver superato l'area residenziale di Bersedo che troviamo, sulla
sinistra, le indicazioni per la nostra prossima meta che raggiungiamo in
appena 10 minuti di tranquillo cammino.
La chiesa della Madonna della Guardia ed il suo certamente più modesto
edificio rispetto alla Pieve di Marinasco, ci offre lo spazio di un piccolo
prato per una generosa sosta dove consumiamo il nostro triste pasto meridiano.
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Madonna della Guardia |
Si è fatta l'ora di muovere verso la conclusione di questa bella escursione.
Ci lasciamo alle spalle La Madonna della Guardia e l'AVG per affrontare la
discesa verso Pegazzano sul sentiero 523. La discesa sulla lunga scalinata del
sentiero 523 non è banale. Ampi tratti sono completamente zuppi d'acqua così
il fondo della scalinata è particolarmente scivoloso. Fortunatamente non
abbiamo fretta e con un po' di attenzione riusciamo a superare indenni anche
questo ostacolo.
Principali dati dell'escursione:
Quota massima: 357 m
Dislivello positivo accumulato: 496 m
Distanza percorsa: 11.1 km
Tempo totale: 4h 52'
Difficoltà: E
Scarica la traccia
L'escursione di per se è veramente facile facile. Non ci sono difficoltà
tecniche da superare né salite particolarmente lunghe ed impegnative, mentre tutto il
percorso è perfettamente segnato per cui è veramente difficile perdersi. Insomma
una escursione veramente accessibile a chiunque.
Buona montagna a tutti!
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Per quanto riguarda la parte storica di questo cammino mi ha favorevolmente
impressionato la cura con cui è stato recuperato dall'abbandono il muro di
cinta della città, mentre con molto dispiacere ho dovuto constatare il forte
degrado in cui versa la Pieve di Marinasco e il monastero benedettino di
Santa Maria del Mare che si trova proprio di fronte alla chiesa,
che è stato chiuso qualche anno fa' e che versa in completo e totale stato di
abbandono.
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Santa Maria del Mare |
La giornata non è stata delle migliori a causa di una diffusa nuvolosità, ma
se è mancato il sole fortunatamente non sono mancate l'amicizia e quattro
chiacchiere spensierate.
Buona montagna a tutti!
Ciao sono Mauro Moscatelli di Piccoli Sentieri,
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