Piccoli Sentieri

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lunedì 3 settembre 2018

Passo delle Guadine

Parco nazionale Appennino tosco-emiliano

Il Passo delle Guadine e il Lago Pradaccio danno il nome alla "Riserva Naturale Guadine Pradaccio", istituita nel 1971 all'interno del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano nella foresta dell'Alta Val di Parma. Con i suoi 1.687 metri di quota, il Passo delle Guadine offre all'escursionista una bellissima vista panoramica sul Lago Pradaccio, un lago parzialmente naturale di origine glaciale, situato ad una quota di 1.370 metri.




Data escursione: 01/11/2017
Trasferimento: da La Spezia sulla A15 con uscita ad Aulla, quindi si prosegue sulla SS62 in direzione Villafranca in Lunigiana, quindi su Viale dei Menhir (SP29) in direzione Bagnone, Vico, Monterole.
Tempo di percorrenza: da La Spezia circa 60' per una distanza di circa 42 Km.
Punto di partenza e arrivo escursione: Monterole (MS)
Punti di appoggio: bivacco Matale.



Tracciato dell'escursione

Grafico delle quote e delle velocità
L'escursione su Google Earth

(tutte le immagini possono essere ingrandite cliccando sulla miniatura)

Itinerario: a differenza della maggior parte delle mie escursioni, quella di cui vi parlo in questo post non è ad anello, ma è un'anda-rivieni sullo stesso sentiero. Di norma preferisco le escursioni ad anello, perché mi danno l'opportunità di esplorare una porzione maggiore di territorio e di natura. Avrei probabilmente potuto fare un anello anche in questo caso, salendo dal sentiero 120 fino al Passo delle Guadine, poi percorrere il sentiero di cresta fin sotto il Monte Aquila e ridiscendere sul sentiero 124 fino a raggiungere il Passo della Colletta. Purtroppo però non ero confidente sull'esistenza reale di un sentiero che dal Passo della Colletta mi riportasse a Valle-Montale e quindi a Monterole, perchè alcune carte elettroniche riportano l'esistenza della LT-MTB (Lunigiana Trail-MTB), un trail per mountain-bike che percorre in modo circolare tutto il territorio lunigianese, altre (forse un pò più datate come informazioni) non riportano invece alcun sentiero segnato dal CAI.

Monterole (533 metri slm) è una frazione del comune di Bagnone da cui dista 3,5 Km, nella quale risiedono stabilmente 13 abitanti. E' dalle poche abitazioni di questa minuscola frazione che inizio la mia escursione, in una soleggiata e calda giornata di Agosto. Individuo il sentiero 120 del CAI proprio nel mezzo delle abitazioni, e mi ritrovo su una carreggiabile a fondo naturale che sale decisa verso il fianco della montagna. Ho percorso pochi passi della mia escursione quando un giovane trail runner mi saluta e superandomi, scompare alla mia vista in un batter d'occhio. Lo incrocerò di nuovo più avanti, mentre scende a tutta velocità dal Bivacco Matale. Superata la piccola chiesa della frazione, ignoro la deviazione a sinistra e continuo a salire fino a raggiungere una struttura che, dai rumori che provengono dal suo interno, credo essere un acquedotto. La carreggiabile termina proprio in corrispondenza dell'acquedotto tramutandosi in un sentiero che in un primo momento sembra perdersi tra la vegetazione. Pochi metri sopra il sentiero si apre e ci concede una bella vista sul castello di Treschietto, località rinomata in Lunigiana per la sua apprezzata cipolla.

Al centro Treschietto e il suo castello, in basso a destra le abitazione di Monterole
Al centro Treschietto e il suo castello, in basso a destra le abitazione di Monterole
Da questo punto in poi il sentiero 120 si incunea in un bello e frondoso bosco; solo quando ormai affronterò la salita finale verso il Passo delle Guadine mi esporrà all'azione diretta del sole.


Il cammino per il passo è ancora lungo, mi attendono tre ore e mezza di faticosa salita quasi ininterrotta. Dopo circa 50 minuti di cammino giungo al Passo Alarola, 862 metri di quota, dove riesco a vedere in lontananza la mia meta e buona parte del crinale che dovrò superare.




I pendii del Monte Alarola sono caratterizzati da una bellissima faggeta, ed in questo tratto il sentiero, ancorché in forte salita, è bellissimo da percorrere.

Subito dopo il Passo Alarola ho incontrato una piccola immagine sacra realizzata in marmo bianco ed incastonata nella pietra, altre ne incontrerò lungo il sentiero; purtroppo non sono riuscito a trovare informazioni sul significato di quelle sacre immagini o se fossero legate ad un qualche rito religioso magari antico.


Superata località La Foce, 988 metri di quota, sono ormai giunto in prossimità del Monte Federici dove ad una biforcazione decido una piccola deviazione per andare a verificare se alla sorgente del Groppo Lungo vi è la possibilità di rinfrescarsi con della buona acqua fresca.


Purtroppo malgrado le abbondanti piogge primaverili, la fonte è completamente asciutta, per cui non mi rimane altro da fare che tornare sul sentiero 120.

Sorgente Groppo Lungo
Sorgente Groppo Lungo
Sorgente Groppo Lungo

Benché al riparo dell'ombra degli alberi, la salita è impegnativa ed il caldo si fa sentire, per cui è giunto il momento di concedermi 10 minuti di sosta e rinfrescarmi con l'acqua che trasporto nello zaino, arricchita da sali minerali, ed una manciata di frutta secca, giusto per accordarmi un piccolo piacere.

Scalucchia
Scalucchia
Ripreso il cammino è il cartello di località Scalucchia, 1240 metri di quota, ad avvertirmi di non avventurarmi sul Sentiero dei Fagianei, ma di continuare più prudentemente sul mio bel 120.

Sia in località Callara, 1293 metri di quota, che più avanti in località Pianello di Giovanni (1358 metri di quota), ignoro le indicazioni per il Bivacco Matale e la omonima fonte. Conto di farci un passo sulla via del ritorno.



Pianello di Giovanni
Pianello di Giovanni
Il cartello di Pianello di Giovanni, quasi come una minaccia, mi informa che al passo manca ancora un'ora e mezzo di cammino. Non mi lascio intimidire e proseguo deciso.

Superato il Pianello di Giovanni, affronto ancora un tratto di sentiero in salita allontanandomi dal Monte Federici fino a quando il bosco dirada e il 120, per un breve tratto, spiana leggermente concedendomi di riprendere fiato. Ho davanti a me il passo, la mia meta, ma la strada da percorrere per raggiungerlo è ancora lunga e la salita che mi aspetta è ancora più impegnativa di quella che ho affrontato fino ad ora.
Sulla destra il Monte Brusà e sulla sella alle sue pendici il Passo delle Guadine
Sulla destra il Monte Brusà e sulla sella alle sue pendici il Passo delle Guadine
Un lungo traverso in parte all'ombra degli alberi, in parte sotto un sole implacabile, attraversando il fianco ovest del Monte Brusà con un continuo saliscendi mi porta all'attacco dell'ultima impegnativa salita, quella che, dritto per dritto, mi consentirà di superare i poco più di 100 metri di dislivello che mi separano dal Passo delle Guadine.

Sui pendii del Monte Brusà
Sui pendii del Monte Brusà

Passo delle Guadine
Passo delle Guadine
Giunto finalmente al passo due escursionisti, un uomo ed il suo giovane figlio, mi chiedono informazioni sulle condizioni del sentiero. Hanno in programma di scendere al Bivacco e chiudere la loro camminata a Vico. Dopo averli rassicurati, li osservo mentre affrontano la ripida discesa, la stessa sulla quale mi incamminerò tra poco, dopo una bella e meritata pausa.

Come detto nell'introduzione di questo post, il Passo delle Guadine fa parte della Riserva Naturale "Guadine Pradaccio". Il lago Pradaccio lo vedo qualche centinaio di metri più in basso in tutto il suo splendore. Il silenzio assoluto che regna in questo luogo è rotto solo dal gracchiare di alcuni corvi che passano volando alti sopra la mia testa.
Mi godo la pace di questa bella montagna perdendomi ad ascoltare il fischio sommesso generato dal vorticoso battito di ali di alcuni insetti che mi sfrecciano vicini veloci come razzi, mentre la vista spazia attorno a panorami generosi e alle tante cime a me ignote.

Passo delle Guadine
Passo delle Guadine
Lago Pradaccio

Poi arriva il momento di rimettere lo zaino in spalla e di intraprendere la lunga discesa verso Monterole. Ripercorrerò per intero lo stesso sentiero 120, con una piccola deviazione per visitare quel che resta della Croce del Monte Federici, il Bivacco Matanna e la sua omonima fonte.

Monte Federici
Monte Federici


Il bellissimo panorama che si gode dal Monte Federici: a sn il Monte Brusà, a dx il Monte Matto
Il bellissimo panorama che si gode dal Monte Federici: a sn il Monte Brusà, a dx il Monte Matto


Bivacco Matale
Bivacco Matale




Principali dati dell'escursione:
Quota massima: 1.676 m
Dislivello positivo accumulato: 1.259 m
Distanza percorsa: 14 km
Tempo totale: 7h 18'
Difficoltà: E
Scarica la traccia

Rivivi la mia escursione su Relive

I quasi 1.260 metri di dislivello da superare rendono questa escursione impegnativa dal punto di vista fisico; se invece ci riferiamo alle difficoltà tecniche, posso tranquillamente affermare che il sentiero è perfettamente segnalato in tutta la sua lunghezza con cartelli nuovi di zecca e che non ho incontrato difficoltà di rilievo. Questa escursione, svolgendosi quasi del tutto al riparo del bosco, non offre grandi spunti panoramici sui monti circostanti, se non nel tratto finale quando si lascia il bosco per affrontare la salita finale. E' stata comunque un'ottima occasione per trascorre una bella giornata godendo della bellezza della Natura.

Infine, ritengo di aver fatto bene a ripercorrere in discesa il sentiero 120 per tornare al punto di partenza, perché certamente il giro che avevo pianificato si sarebbe rivelato molto molto impegnativo e mi avrebbe messo quasi sicuramente in difficoltà.

Buona montagna a tutti!

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