Piccoli Sentieri

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martedì 22 agosto 2017

Monte Forato, quando la Natura dà spettacolo.

 ALPI APUANE: ANELLO FOCE DI PETROSCIANO - FERRATA DEL FORATO - MONTE FORATO - FOCE DELLA PORCHETTA - CALLARA DI MATANNA

Lo spettacolare arco naturale del Monte Forato si è formato grazie all'azione combinata di acqua e vento. Con una campana di 32 metri ed un'altezza di circa 12 metri dal sottostante Passo dell'Arco, il caratteristico arco di pietra è visibile sia dalla Garfagnana sia dalla Versilia. Panorami mozzafiato sul Monte Corchia, sul gruppo delle Panie, sul Monte Croce e sul Procinto fanno di questa escursione una indimenticabile giornata trascorsa in mezzo alla natura selvaggia e lussureggiante.

Buona lettura!


Data escursione: 19/08/2017

Trasferimento: da La Spezia a Stazzema percorrendo la A12/E80 fino all'uscita Versilia, quindi sulla SP68 e SP9 attraverso Seravezza e Pontestazzemese. Distanza circa 65 Km, tempo di percorrenza circa 1h 10'.

Punto di partenza e arrivo: Stazzema, carrozzabile sterrata Via Ducale

Punti di appoggio: Casa Giannini, Rifugio Forte dei Marmi



NOTA: tutte le immagini possono essere ingrandite cliccandoci sopra


Il tracciato dell'escursione
Il tracciato dell'escursione
Grafico delle altimetrie e delle velocità
Grafico delle altimetrie e delle velocità
Il tracciato da Google Earth
Il tracciato da Google Earth

La carrozzabile che conduce a Case Giorgini
La carrozzabile che conduce
a Case Giorgini
Itinerario: l'escursione prende il via lungo il tratto iniziale della Via Ducale, una carrozzabile sterrata che conduce direttamente a località Case Giorgini. Percorsa la carrozzabile per un brevissimo tratto, individuiamo sulla destra il sentiero 5A che sale verso Case Giorgini dove successivamente ci immetteremo sul sentiero 6 in direzione della Foce di Petrosciano. Il tratto di 5A che percorriamo in salita è reso particolare dalle radici affioranti degli alberi che formano centinaia di gradini naturali che aiutano non poco nell'ascesa.

Il sentiero 5A in salita verso Case Giorgini
Il sentiero 5A in salita verso Case Giorgini

Dopo aver lasciato la carrozzabile e percorso circa 500 metri di sentiero giungiamo finalmente a Case Giorgini a 713 metri di quota. La località prende il nome dalla dimora dell'Ammiraglio Giorgini, una splendida ed antica abitazione in pietra costruita nel 1913. Attualmente offre servizio di B&B e piccola ristorazione.

Casa Giorgini
Casa Giorgini
Ci troviamo ora su un tratto di sentiero condiviso dal 5A e dal 6. Malgrado le chiare indicazioni del segnavia di Case Giorgini, la quantità di tracce che si intrecciano in questa zona creano qualche dubbio iniziale, dubbi successivamente cancellati sia dal segnavia che ritroviamo sulla prima delle tante Marginette che incontreremo lungo l'escursione, sia dalle chiare indicazioni poste al crocevia con il sentiero 5A che si stacca dal 6 a circa 200 metri da Casa Giorgini.

Crocevia località  Case Giorgini
Crocevia località
Case Giorgini
Il sentiero nr. 6
Il sentiero nr. 6
Marginetta sul sentiero 6
Marginetta sul sentiero 6

Crocevia 5A a circa 400 m da Casa Giorgini
Crocevia 5A a circa 400 m da Casa Giorgini
Crocevia 5A a circa 400 m da Casa Giorgini
Crocevia 5A a circa 400 m da Casa Giorgini
Sentiero 6 in direzione Foce di Petrosciano
Sentiero 6 in direzione Foce di Petrosciano
Ora il sentiero, pur in salita, è di facilissima percorrenza. Superiamo altre Marginette ed il crocevia con il sentiero 121, il quale girando intorno al gruppo del Procinto conduce al Rifugio Forte dei Marmi. Condivido questo tratto del sentiero con altri escursionisti, godendo insieme a loro delle splendide finestre panoramiche che si aprono sul gruppo delle Panie.

Da sinistra: Pania della Croce, Omo Morto, Pania Secca
Da sinistra: Pania della Croce, Omo Morto, Pania Secca
L'impressionante Monte Omo Morto
Il caratteristico profilo del Monte Omo Morto
Il Corchia
Il Corchia
Il Corchia
Il Corchia
Il sentiero nr. 6
Il sentiero nr. 6
Crocevia con il sentiero 121
Crocevia con il sentiero 121

Dopo circa 200 metri dal crocevia con il 121 eccoci giunti alla Fonte di Moscoso, importante punto di rifornimento di acqua. La grande quantità di liquido della vita che sgorga freschissimo dalla canna in un periodo dell'anno particolarmente arido e secco, mi porta a ritenere che si tratta di una fonte perenne, per cui sicuramente affidabile.

La Fonte di Moscoso
La Fonte di Moscoso
La Fonte di Moscoso
La Fonte di Moscoso

Dopo esserci dissetati e rinfrescati riprendiamo il cammino sul sentiero nr. 6., superiamo i crocevia con i sentieri 8 e 109 e ci ritroviamo finalmente ad un incrocio di sentieri contraddistinto dalla presenza dell'ennesima Marginetta, a circa 890 metri di quota, con il nostro nr. 6 che sale sulla destra.

Il segnavia del sentiero nr. 6 sulla destra
Il segnavia del sentiero nr. 6 dipinto sulla roccia a destra

Foce di Petrosciana
Foce di Petrosciana
Ormai solo due tornanti e meno di 100 metri ci separano dalla Foce di Petrosciana a quota 961 metri. La Foce di Petrosciana è un importante valico che, grazie ai numerosi sentieri che vi fanno capo, mette in comunicazione la Versilia con la Garfagnana. Notevole è anche il panorama che si gode dalla Foce: gli occhi spaziano liberi dal Monte Croce al gruppo del Procinto alla cresta della Pania Secca.
E' giunto il momento di abbandonare il sentiero nr. 6 per incamminarci sul sentiero nr. 110.
Il sentiero 110 è intitolato all'Ingegnere Renato Salvatori, già vice presidente della Sezione CAI di Forte dei Marmi e progettista della ristrutturazione del rifugio Forte dei Marmi.
Da questo punto il cammino si fa interessante e più tecnico, infatti non a caso la segnaletica indica che stiamo percorrendo un sentiero per escursionisti esperti (EE).
Foce di Petrosciana, inizio del sentiero 110 dedicato all'Ingegner Salvatori  come ricordato dalla targa commemorativa
Foce di Petrosciana, inizio del sentiero 110 dedicato all'Ingegner Salvatori
come ricordato dalla targa commemorativa

Circa 500 metri di sentiero ci separano ormai dalla Ferrata del Forato. Lungo questi 500 metri però avremo occasione di goderci una splendida vista sul Monte Croce, sul Monte Nona e sul Procinto;  dovremo anche fare attenzione a non superare il crocevia del sentiero che si stacca dal 110 sulla sinistra e che ci condurrà in breve tempo alla ferrata.

Un tratto del sentiero 110
Un tratto del sentiero 110
Lo splendore del Nona e del Procinto
Lo splendore del Nona e del Procinto
Il sentiero per la ferrata che si stacca sulla sinistra del 110
Il sentiero per la ferrata che si stacca sulla sinistra del 110
Il sentiero per la ferrata che si stacca sulla sinistra del 110
Il sentiero per la ferrata che si stacca sulla sinistra del 110

Eccoci dunque alla ferrata. La Ferrata del Forato percorre tutta la cresta Sud dell'omonimo Monte terminando in prossimità della cima del Forato Sud. Il Monte Forato, o Pania Forata, è in realtà costituito da due cime separate, il Forato Nord  e il Forato Sud collegate dal famoso arco naturale di pietra. Il Forato Nord raggiunge la quota di 1209 metri, mentre il Forato Sud quella di 1229 metri.
Ma occupiamoci ora della nostra ferrata.

Il torrione che caratterizza  l'attacco della ferrata.  Due ragazzi si preparano alla salita
Il torrione che caratterizza 
l'attacco della ferrata.
Due ragazzi si preparano alla salita
Il piccolo diedro dell'attacco della ferrata
Il piccolo diedro
dell'attacco della ferrata
Quando si arriva alla scala in ferro la parte  più impegnativa della ferrata è superata
Quando si arriva alla scala in ferro la parte
più impegnativa della ferrata è superata
I due ragazzi impegnati nel superamento dell'ultimo tratto della ferrata
I due ragazzi impegnati nel superamento
dell'ultimo tratto della ferrata
La cresta sulla quale si snoda la ferrata
La cresta sulla quale si snoda la ferrata
Il meraviglioso panorama che si gode lungo la ferrata
Il meraviglioso panorama che si gode lungo la ferrata

Dovendo descrivere la Ferrata del Forato, la suddividerei in almeno tre tratti principali. Il primo tratto è ovviamente l'attacco ed il superamento del torrione. Questo è il tratto dove due passaggi particolari rendono un tantino impegnativa la salita. Superato il piccolo diedro aperto che caratterizza l'attacco della ferrata, si giunge ad un piccolo spiazzo dove una scala in ferro consente di superare con un balzo l'ostica paretina. A questo punto la parte più difficile è superata e si entra nel secondo tratto della ferrata caratterizzato da dei passaggi in cresta alcuni dei quali abbastanza esposti su tutti e due i lati, niente di particolarmente difficile. Quindi, dopo una sequenza di piccoli saliscendi che attraversano anche tratti di faggeta, si arriva al terzo ed ultimo tratto dove si deve superare una facilissima parete oltre la quale si arriva finalmente al cospetto dell'arco naturale.

Pur nella mia molto scarsa esperienza in materia di ferrate posso tranquillamente affermare che quella del Forato è assolutamente adatta anche ai principianti. Se si esclude qualche piccola difficoltà nel superamento di alcuni passaggi del tratto iniziale del torrione, il resto del percorso è relativamente facile, a patto ovviamente di non soffrire di vertigini.
Quanto appena detto però non deve sottendere che si debba affrontare la salita senza rispettare le regole e le normali misure di sicurezza. Pertanto è necessario indossare correttamente i dispositivi di sicurezza, kit da ferrata e caschetto; una ferrata, anche la più facile, non deve essere mai affrontata senza l'equipaggiamento di sicurezza e senza avere una perfetta conoscenza di come questo deve essere utilizzato. Il dovuto rispetto per la montagna lo si riconosce anche da questo.

Un breve commento sullo stato della ferrata: tutta la ferrata è assicurata dal cavo di sicurezza in acciaio; il tratto più difficile è invece assicurato da un doppio sistema di sicurezza, catena e cavo d'acciaio, sostenuti da paletti ben conficcati nella roccia. Il cavo d'acciaio in alcuni punti appare leggermente svirgolato ma, per quel che ne posso capire, sembra ancora assicurare le massime condizioni di sicurezza. In caso di dubbi comunque ci si può sempre affidare alla catena.

Aggiornamento: consiglio di visitare il sito ferrate365.it dove puoi trovare dettagliate relazioni sulle più belle ferrate italiane - al momento i ragazzi di ferrate365.it hanno pubblicato oltre 350 relazioni -, tra cui anche quelle sulla Ferrata Salvatori alla Pania Forata che puoi raggiungere cliccando sul link www.ferrate365.it/vie-ferrate/ferrata-salvatori-pania-forata/

Superata la ferrata consiglio di seguire una traccia di sentiero non segnata che sale sulla sinistra e che conduce ad uno spiazzo proprio dirimpetto all'arco: la visione d'insieme che si presenta è letteralmente spettacolare.

In primo piano l'arco e la cima Nord del Forato. Sullo sfondo il gruppo delle Panie
In primo piano l'arco e la cima Nord del Forato. Sullo sfondo il gruppo delle Panie

In primo piano l'arco e la cima Nord del Forato. Sullo sfondo il gruppo delle Panie
In primo piano l'arco e la cima Nord del Forato. Sullo sfondo il gruppo delle Panie
La sosta che ci concediamo di fronte alla bellezza offerta da Madre Natura è necessaria per goderci il silenzio che regna sovrano e per appagarci con un panorama che si perde all'infinito, dopodiché riprenderemo il cammino per raggiungere la Nord del Forato. Per fare questo sfrutteremo il passaggio sulla cresta sommitale dell'arco. Ripreso il cammino dopo la sosta percorriamo un breve tratto in discesa su un sentiero non segnato ed eccoci giunti al passaggio.

Due escursionisti impegnati a transitare sull'estradosso dell'arco
Due escursionisti impegnati a transitare sull'estradosso dell'arco

Due escursionisti impegnati a transitare sull'estradosso dell'arco
Due escursionisti impegnati a transitare sull'estradosso dell'arco
Con l'arco naturale del Forato Madre Natura ha dato il meglio di se sfoggiando qualità e maestria pari solo ai migliori e più acclamati ingegneri umani. L'arco è costituito da roccia calcarea modellata nel tempo dalla pioggia e dal vento, ha un foro largo 32 metri e alto 26 presenta uno spessore massimo di 8 metri. Il passaggio sull'estradosso non presenta cavi di sicurezza pertanto va percorso con molta attenzione, in particolare in un punto più o meno a metà dell'arco, dove si deve superare un passaggio molto esposto.

Una volta superato l'arco, ci ritroviamo dopo pochi minuti sulla vetta del Forato Nord, a 1209 metri di quota, dove svetta imponente una grande croce. Il tempo scattare le foto di rito e scambiare due chiacchiere con gli escursionisti incontrati durante la salita e si inizia a scendere verso la base dell'arco, dal quale proseguiremo per ritornare alla Foce di Petrosciana percorrendo il sentiero 110.

La grande croce posta sulla vetta del Forato Nord
La grande croce posta sulla vetta del Forato Nord
L'arco naturale del Forato dalla base
L'arco naturale del Forato dalla base
L'arco naturale del Forato dalla base
L'arco naturale del Forato dalla base
L'arco naturale del Forato dalla base
L'arco naturale del Forato dalla base
I paesi di Cardoso, Volegno e Pruno  ben visibili dal foro dell'arco
I paesi di Cardoso, Volegno e Pruno
ben visibili dal foro dell'arco
Il sentiero 110
Il sentiero 110
L'innesto del 109 con il quale
avevo pianificato di raggiungere
la Foce delle Porchette

Ritornato alla Foce di Petrosciana la mia pianificazione prevedeva di ripercorrere in discesa il sentiero nr. 6 per qualche centinaio di metri fino ad incrociare il sentiero 109 con il quale intendevo raggiungere la Foce delle Porchette. Purtroppo il caldo che ancora imperversava alle nostre latitudini mi ha costretto a idratarmi più del previsto, per cui, terminata la scorta d'acqua, ho dovuto cambiare i miei piani.

Pertanto sono sceso fino alla Fonte di Moscoso dove ho fatto di nuovo il pieno di acqua, per poi ritornare ancora sui miei passi e infilare il sentiero 8 grazie al quale, con una ripida salita, mi sono finalmente portato sulla pianificata Foce delle Porchette. Un'andirivieni noioso ma necessario per superare l'impasse nel quale mi ero forzatamente ritrovato.

Crocevia tra il sentiero 6 e 8
Crocevia tra il sentiero 6 e 8
Il sentiero nr. 8 in direzione della Foce delle Porchette
Il sentiero nr. 8 in direzione della Foce delle Porchette
Piccole grotte naturali lungo il sentiero costituiscono un'ottimo riparo di fortuna in caso di necessità
Piccole grotte naturali lungo il sentiero costituiscono
un'ottimo riparo di fortuna in caso di necessità
Il sentiero nr. 8 in salita verso la foce
Il sentiero nr. 8 in salita verso la foce
Segnavia sulla Foce delle Porchette
Segnavia sulla Foce delle Porchette
La Foce delle Porchette a quota 982 metri
La Foce delle Porchette a quota 982 metri
Giunto alla Foce delle Porchette ho commesso un errore di interpretazione della carta elettronica. Era mia intenzione salire sulla vetta del Nona per poi ridiscendere sul versante opposto al Callare di Matanna. Purtroppo per una svista mi sono convinto che il sentiero iniziasse dalla Foce, per cui individuata una flebile traccia che si inerpicava proprio dietro la Marginetta, mi sono avviato abbastanza fiducioso, salvo poi ritrovarmi di fronte ad una estesa parete di roccia che, battendomi la sua mano pesante sulla spalla, mi ha sconsigliato di proseguire oltre. Scoraggiato ho proseguito su un'altra traccia di sentiero fino a riportami sul 109 che a mezza costa si snoda in direzione del rifugio Alto Matanna.

Sentiero 109
Sentiero 109
Un tratto del sentiero 109
Un tratto del sentiero 109

Giunti in vista del rifugio Alto Matanna, anziché proseguire sul 109 scendendo verso il rifugio per poi risalire fino al passo, è possibile abbandonare il sentiero e tagliare in diagonale fuori traccia.

Il rifugio Alto Matanna
Il rifugio Alto Matanna. Tagliando in diagonale a destra si evita di scendere per poi risalire.

Giunti al Callare di Matanna, dove troviamo un grande crocifisso in legno e un traliccio della corrente elettrica, possiamo dedicare alcuni minuti all'osservazione del Procinto che si staglia deciso proprio di fronte a noi.

Il grande crocifisso in legno  al Callara di Matanna
Il grande crocifisso in legno
al Callara di Matanna
Il panettone del Procinto
Il panettone del Procinto
Indicazioni per il sentiero nr. 5
Indicazioni per il sentiero nr. 5
Il sentiero nr. 5
Il sentiero nr. 5
La base in cemento del traliccio ospita i segnavia dei sentieri che si dipanano nelle varie direzioni; tra essi troviamo le indicazioni anche per il nostro sentiero nr. 5 che percorreremo in discesa fino a giungere in prossimità del Rifugio Forte dei Marmi.
Il sentiero nr. 5 è ostico, difficile, con un fondo spesso scavato dall'acqua piovana ma nasconde un pregio da non sottovalutare: sviluppandosi sotto il Procinto ne offre numerose e spettacolari viste.

Il Procinto
Il Procinto
Gli scalini scavati nella roccia della Ferrata del Procinto
Gli scalini scavati nella roccia
della Ferrata del Procinto
Segnaletica per la  Ferrata del Procinto
Segnaletica per la
Ferrata del Procinto
il sentiero nr. 5
il sentiero nr. 5
Cavità lungo il sentiero 5
Cavità lungo il sentiero 5
Targa in marmo con iscritti  i tempi di percorrenza
Targa in marmo con iscritti
i tempi di percorrenza

Il sentiero 5 termina bruscamente la sua discesa a metà strada tra il Rifugio Forte dei Marmi e la Sorgente della Grotta. La sorgente si presenta con una vasca di raccolta dell'acqua che percola dalle rocce e dalla vegetazione del sottobosco ed è posta nelle immediate vicinanze di una grande Marginetta, la più grande tra quelle che ho fin qui trovato. Alla sorgente confluiscono anche numerosi sentieri: il 5 che scende fino a Stazzema, il 5A che ovviamente sfocia in località Case Giorgini, ed il 121 che costeggiando la Bimba e il Bimbo del Procinto si ricongiunge al sentiero 6 nei pressi della Fonte di Moscoso.

La Marginetta  della Sorgente della Grotta
La Marginetta
della Sorgente della Grotta
La Marginetta  della Sorgente della Grotta
La Marginetta
della Sorgente della Grotta
La Sorgente della Grotta
La Sorgente della Grotta
Ovviamente noi proseguiamo sul 5A che in circa mezz'ora di cammino ci riconduce a Casa Giannini e quindi alla carrozzabile dove termina la nostra bella escursione.



Principali dati dell'escursione:
Quota massima: 1216 m
Dislivello positivo accumulato: 1168 m
Distanza percorsa: 15,4 km
Tempo totale: 8h 53'
Difficoltà: EEA

L'atipicità del Monte Procinto da tutto il resto delle montagne apuane, ma soprattutto l'incredibile, perfetto lavoro svolto dal combinato acqua+vento nella creazione dell'arco in pietra valgono il sudore speso in questa escursione.
Come penso si sia intuito scorrendo la relazione, la folta disponibilità di sentieri che solcano tutta questa zona delle Apuane, consentono di attagliare su misura il tipo di cammino e la durata/difficoltà che l'escursionista vorrà affrontare. La piccola ferrata, grazie anche alle poche difficoltà con cui ci si deve cimentare, consente di vivere una emozione in più in un contesto che di emozioni ne regala già tante.


Buona montagna a tutti!
Scarica la traccia GPS dell'escursione.

Ciao sono Mauro Moscatelli di Piccoli Sentieri.
Benvenuto nel mio blog.
Se hai gradito questo racconto aiutami a diffonderlo lasciando un commento qui sotto e condividendolo nella tua rete di contatti social.
Grazie!



3 commenti:

Nannetti Christian ha detto...

Le alpi Apuane sono sempre bellissime, ottima la relazione molto esauriente e complimenti per il sito web.

Mauro ha detto...

Grazie Christian, hai ragione le Apuane sono bellissime. Non ti nascondo che le prime volte mi intimorivano molto e mi intimoriscono ancora adesso... solo un po' di meno.

Nannetti Christian ha detto...

Penso che il giusto timore vada sempre mantenuto, sopratutto sulle Alpi Apuane, molto ho fatto e molto ho da fare, ma ogni volta studio meticolosamente il percorso.

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